lunedì 22 febbraio 2021

LA MUSICA NEL MEDIOEVODI ROSSANO CORRADETTI!

LA MUSICA NEL MEDIOEVO DI ROSSANO CORRADETTI. LE ARTI E TRA ESSE LA MUSICA RAPPRESENTANO IN OGNI EPOCA LA FEDELE IMMAGINE DELLA VITA CHE LE HA GENERATE. LA MUSICA È VECCHIA QUANTO L'UOMO ED È LA PIU ANTICA DELLE ARTI AVENDO AVUTO INIZIO DALLA DANZA CHE L'UOMO PRIMITIVO UTILIZZÒ PER ESPRIMERE I PROPRI SENTIMENTI, GLI ISTINTI AMOROSI E BELLICI. PURTROPPO, A DIFFERENZA DELLE ALTRE ESPRESSIONI ARTISTICHE, DALLE CIVILTÀ SCOMPARSE NON CI È PERVENUTO NESSUN SUONO. I PRIMI MANOSCRITTI DECIFRABILI E TRADUCIBILI NELLA MODERNA NOTAZIONE SONO DI DATA ASAI RECENTE. MILLENNI DI MUSICA SONO PERDUTI NELLA NOTTE DEI TEMPI. CIÒ CHE SI SA DELLA MUSICA DELL' ANTICHITÀ È MOLTO POCO,ED È RICHIAMATO IN VECCHI LIBRI CHE PARLANO SI RELIGIONE, FILOSOFIA; CE NE PARLANO ANTICHI POEMI E LEGGENDE, LA BIBBIA E LE FAVOLE DI MOLTI POPOLI. CI SONO MONUMENTI ,MONOLITI,URNE, RILIEVI CHE CI RAPPRESENTANO STRUMENTI MUSICALI,A VOLTE INTERE ORCHESTRE. MANCA PERO L' ESSENZIALE: LA MUSICA STESSA. IN TOMBE ANTICHISSIME SONO STATI TROVATI STRUMENTI;SI È CERCATO DI DEDURRE L'INTONAZIONE DELLE LIRE, DELLE ARPE, DEGLI STRIMENTI A FIATO PRECURSORI DEI FLAUTI, OBOI,TROMBE.SAPPIAMO CHE ESISTVA UN CANTO A SOLO E UN CANTO CORALE( ACCOMPAGNATO O MENO DAGLI STRUMENTI) E CHE ESISTEVANO MUSICHE SACRE E PROFANE COME OGGI MA NON SAPPIAMO LE LORO CARATTERISTICHE. FORSE VICINO A UNA FASE DI SVILUPPOCI SONO STATI MOMENTI DI STASI O REGRESSIONI DELL'EVOLUZIONE MUSICALE. AD ESEMPIO LA POLIFONIA DEL MEDIOEVO CHE COSTITUISCE UN NODO FONDAMENTALE NELLA STORIA DELLA MUSICA, FORSE HA AVUTO QUALCHE PRECEDENTE IN EPOCHE ASSAI LONTANE, COME SPIEGARSI ALTRIMENTI L' ASSIEME DI "FIATI" NEL GRAN TEMPIO DI GERUSALEMME? LA MUSICA DEI TEMPI REMOTI È RIMASTA LADDOVE UNA SOLIDA TRADIZIONE ORALE SI È INCARICATA DI CONSERVARLA: I CANTI RELIGIOSI EBRAICI E IL CANTO PALEOCRISTIANO. ALTRA VIA PER CONOSCERE LA MUSICA ANTICA È LA NOTAZIONE ( TRASFERIRE I SUONI IN SEGNI SCRITTI). IN EPOCHE LONTANE ALCUNI POPOLI NON VOLLERO SCRIVERE LA LORO MUSICA PERCHE LA CONSIDERAVANO RIVELAZIONE DIVINA. QUANDO INIZIARONO A SCRIVERLA UTILIZZARONO DUE MODI:O I SIMBOLI SIMILI A CARATTERI O LE RAFFIGURAZIONI IDEOGRADICHE( DI QUESTA NOTAZIONE SI SONO TROVATI GEROGLIFICI NEL MEDITERRANEO E DA QUESTA È LENTAMENTE DERIVATA LA NOTAZIONE MODERNA). CON LENTEZZA SONO APPARSI I PRIMI MANOSCRITTI CHE SIAMO IN GRADO DI DECIFRARE, LE PRIME MELODIE E I PRIMI MUSICISTI. NELLE CATACOMBE LA .MUSICA ERA INIZIALMENTE AVVERSATA, SI CONOSCEVANO SOLTANTO LE FANFARE DI GUERRA O SQUILLI DI TROMBA. PIAN PIANO PERÒ FURONO INNALZATI CANTI DI LODE E QUANDO A LORO SI UNÌ L'APOSTOLO PIETRO CHE VENIVA DALL'ORIENTE,SI INTRODUSSERO ARIE ORIENTALI IMPARENTATE A CANTI RELIGIOSI EBRAICI. QUESTI CANTI LEGATI ALLA DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO FURONO UTILIZZATI PER DIECI SECOLI. NEL 313 IL CRISTIANESIMO DIVENNE RELIGIONE DI STATO E LA SUA MUSICA LASCIÒ LE CATACOMBE ED ENTRO NELLE CHIESE. IN QUEL TEMPO FU ASPRAMENTE CRITICATO IL CANTO LAICO E SI AFFERMÒ CHE LA MUSICA DOVEVA ESSERE PRIVILEGIO DEI RELIGIOSI. GREGORIO MAGNO ALLA FINE DEL CINQUECENTO RACCOLSE E ORDINÒ TUTTE LE MELODIE ALLORA USATE IN IN GRANDE LIBRO ( ANTIFONARIO) CHE RIMASE ASSICURATO CON UNA CATENA ALL' ALTARE DI SAN PIETRO. I CANTI SACRI DA LUI RACCOLTI SARANNO CHIAMATI GREGORIANI. NEL 650 IL CONCILIO DI CHALONS PROIBÌ ALLE DONNE DI CANTARE IN CHIESA. SOLO LA RIFORMA PROTESTANTE PERMISE AL POPOLO AL UN PIU FACILE ESERCIZIO DELLA MUSICA. CI FU UNA VIGOROSA RESISTENZA ALL' INTRODUZIONE DEGLI STRUMENTI MUSICALI NELLE CHIESE E PASSO' MOLTO TEMPO PRIMA CHE SI AMMETTESSE L'ORGANO. È DEL SECOLO VIII LA NASCITA DEI MONASTERI VICINO AI GRANDI FIUMI O NEI VALICHI ALPINI E IN EUROPA, VICINO AL RENO E AL DANUBIO. L'ABBAZIA DI SAN GALLO È IN QUESTO PERIODO UNO DEI CENTRI EDUCATIVI PIÙ IMPORTANTI. NELL'850 LA BIBLIOTECA DEL MONASTERO CONTENEVA QUATTROCENTO VOLUMI E, FRA DI ESSI,MOLTE OPERE MUSICALI. QUESTI MANOSCRITTI CI FANNO VEDERE UNA MUSICA PRIVA DI CONTATTI CON IL POPOLO MA RICCA DI PROGRESSI TEORICI. CIONONOSTANTE È DA ATTRIBUIRE A GUIDO D' AREZZO LA PIU IMPORTANTE INTUIZIONE NEL CAMPO MUSICALE. VISSUTO TRA IL 995 E IL 1050, COMPÌ IMPORTANTI PROGRESSI NELLA NOTAZIONE MUSICALE ( UT RE MI FA SOL LA SI FU INVENZIONE POSTERIORE). PER UN LUNGO PERIODO L'UNICA MUSICA EUROPEA FU IL CANTO GREGORIANO: MUSICA VOCALE PURA, SENZA ACCOMPAGNAMENTO. L' AFFERMARSI DELLA POLIFONIA E QUINDI IL PROBLEMA DEL COLLEGAMENTO SIMULTANEODELLE VOCI NONCHÉLA MUSICA DI DANZA STRUMENTALE, POSERO L' ESIGENZA DELLA NOTAZIONE DEL RITMO. I PRIMI TENTATIVI FURONO COMPIUTI NEI SECOLI XII E XIII DALLA SCUOLA DI NOTRE-DAME CHE IMPIEGÒ UN SISTEMA DI NOTAZIONI MODALE. VERSO I SECOLI X E XI SI EVIDENZIÒ IN ITALIA LA PRIMA MUSICA POPOLARE E PROFANA AVENTE INIZIALMENTE AFFINITÀ CON QUELLA ECCLESIASTICA, MA POI DALLA CHIESA FU CONDANNATA. QUESTA MUSICA DILETTAVA IL PUBBLICO PER LA VIVACITÀ E LA FACILE STRUTTURA DEI RITMI. SI TRATTAVA DI SEMPLICI CANZONI E ARIE DI VARIO CONTENUTO CHE ERANO DIFFUSE PER LE VIE E LE PIAZZE DA MENESTRELLI E GIULLARI. I GIULLARI ERANO MESSI AL BANDO DALLA CHIESA PER LA LICENZIOSITÀ DELLE ESIBIZIONI CHE COMPRENDEVANO IL CANTO SU TESTO VOLGARE,LA DANZA E I GIOCHI DI PRESTIGIO. PIÙ TARDI PREFERIRONO IL CANTO AMOROSO E DI GESTA. SI ACCOMPAGNAVANO NEL CANTO CON VARI STRUMENTI MUSICALI TRA I QUALI IL PREFERITO DEI GIULLARI ERA LA VIELLA AD ARCO. FRA XI E ILXIII SECOLO, IL GIULLARE FU IL PIÙ ATTIVO VOLGARIZZATORE DELL' ARTE TROVADORICA. SUCCESSIVAMENTE QUESTA FIGURA ISTRIONICA PERSE I CARATTERI PRIMITIVI, RINUNCIÒ AL NOMADISMO A DISPPSIZIONE DELLE CORTI PERFEZIONANDO E RAFFINANDO IL PROPRIO STILE, SI TRASFORMO IN MENESTRELLO. SI DETERMINÒ COSI UNA NETTA SEPARAZIONE CHE NEL TRECENTO CONTRADDISTINSE IL CANTASTORIE GIROVAGO DA QUELLO DESTINATO A FARSI CORTIGIANO. IN FRANCIA DALLA METÀ DEL XII SECOLO SI SVILUPPÒ INTANTO L' ARTE DEI TROVATORI E DEI TROVIERI CHE COSTITUIRÀ UN CAPITOLO MOLTO IMPORTANTE DELLA STORIA MUSICALE DEL MEDIOEVO. I TROVATORI PROVENZALI COLTIVARONO LE FORME LIRICHE ,I TROVIERI ( DELLA FRANCIA SETTENTRIONALE) LE FORME NARRATIVE ED EPICHE. I CARATTERI DELL' ARTE TROVADORICA HANNO STRETTE ATTINENZA CON L' AMBIENTE CAVALLERESCO FEUDALE E RELIGIOSO NEL QUALE SI SVILUPPARONO. L' ARTE TROVADORICA FU UNA REAZIONE CONTRO LA GROSSOLANITÀ DEI COSTUMI DELL' EPOCA. I GENERI LIRICI DERIVARONO DA ALCUNI DI QUELLI DEL CANTO GREGORIANO, ANCHE SE SI AVVICINARONO A UNA SENSIBILITÀ TONALE MODERNA. LE MUSICHE TROVADORICHE ERANO ESEGUITE PERLOPIÙ DAI MENESTRELLI CHE SOSTENEVANO IL LORO CANTO CON IL SUONO DELLE VIELLE AD ARCO O DEL LIUTO O DELL' ANTICO VIOLINO (GIGA). CARATTERISTICA DELLA CIVILTÀ TROBADORICA FU LA DANZA IN TONDO CON SEMPLICI ACCOMPAGNAMENTI MUSICALI DI STRUMENTI A FIATO ,A PERCUSSIONE O AD ARCO,ESEGUITA NEI (MAGGI)ITALIANI,NELLE FESTE ALLA CORTI FRANCESI O PROVENZALI. LA DANZA DI CORTE TROVA NEL QUATTROCENTO LA SUA CODIFICAZIONE NELLA BASSA-DANZA,DETTA LA "REGINA DELLE MISURE". LENTA E CERIMONIALE SI OPPONEVA A DANZE LIBRATE COME IL SALTARELLO ,UNA DELLE DANZE ITALIANE PIÙ ANTICHE CHE ALCUNI RITENGONO DERIVATO DALLA DANZA DEGLI ANTICHI SACERDOTI ROMANI. IL CANTO CAVALLERESCO SI ESTESE NELLE FIANDRE E IN INGHILTERRA DOVE SI CELEBRÒ L'ANTICA LEGGENDA DI RICCARDO CUOR DI LEONE CHE NEL 1189 FU PROCLAMATO RE D'INGHILTERRA. SI ESTESE ANCHE VERSO OVEST NELLE TERRE CHE OGGI CHIAMIAMO AUSTRIA, GERMANIA, SVIZZERA E OLANDA. IL CAVALIERE MUSICANTE ERA CHIAMATO TROUBADOUR E TROUOVÉRE, MINSTREL IN INGHILTERRA, TROVADOR IN SPAGNA; IN GERMANIA SI CHIAMÒ MINNESANGER DAL TEMA PREFERITO DELLE LORO CANZONI,CIOÈ L'AMORE ( MINNE). NEI LORO CANTI ECHEGGIAVANO LEGGENDE DIVENTATE POI DI DOMINIO PUBBLICO,LA LEGGENNDA DEI NIBELUNGHI, LA SAGA DI TRISTANO E ISOTTA, DI PARSIFAL E DEL SANTO GRAAL. MA I CASTELLI LENTAMENTE CADDERO IN ROVINA E LA LORO IMPORTANZA POLITICA DIMINUÌ: L' ARTE DEI TROVATORI RIMASE COME UN' ESPRESSIONE ARTISTICA DI MUSICA POPOLARE EUROPEA. DOPO LUNGO TEMPO RISORGERANNO LE CITTÀ E I CITTADINI EREDITERANNO DAI CAVALIERI ANCHE LE MUSICHE LE CITTÀ SI CIRCONDERANNO DI SOLIDE MURA E I CITTADINI ACQUISTERANNO PIÙ CONSAPEVOLEZZA DELLA LORO IMPORTANZA. C' È UNA NUOVA GIOIA DI VIVERE E IL CANTO GREGORIANO CHE AVEVA RISPETTATO L' IDEALE MONASTICO DELLA VITA TUTTA VOLTA ALL'ALDILA' RIMANE NEI CONVENTI. LA NUOVA MUSICA CITTADINA È UN' ESALTAZIONE DI QUESTO MONDO ANCOR PIÙ DEL CANTO TROVADORICO. LA MUSICA SUBISCE UNA TRASFORMAZIONE RADICALE: LA POLIFONIA LA TROVIAMO DA PRINCIPIO PARIGI SOTTO IL NOME DI ARS NOVA CHE SOSTITUISCE L'ARS ANTIQUA VENNERO DI MODA INSIEME AL CANONE, CANTI POLIFONICI CHIAMATI MOTTETTI NON A TORTO SI È VOLUTO VEDERE UN CONFRONTO FRA LA NUOVA MUSICA E LO STILE ARCHITETTONICO DEL TEMPO. AD ESEMPIO LA MERAVIGLIOSA CATTEDRALE DI NOTRE- DAME A PARIGI IN CUI LA RISOLUZIONE DELLE MASSE COMPATTE IN RITMI PIENI DI MOVIMENTO, L'ESPANSIONE DEI VOLUMI,LA GIOIA DELL'ORNATO SONO CARATTERISTICI DI QUELL'ARCHITETTURA GOTICA COME NELLA MUSICA. LA PENETRAZIONE DELLA POESIA TROVADORICA IN ITALIA ( IN PIEMONTE,LOMBARDIA, VENETO,TOSCANA E SICILIA) È UN FENOMENO STORICO DESCRITTO E STUDIATO. DAL PUNTO DI VISTA MUSICALE IN ITALIA IN QUESTO PERIODO È MOLTO IMPORTANTE LA LAUDA, CANZONE RELIGIOSA IN VOLGARE SORTA SPONTANEAMENTE DALLA RELIGIOSITÀ DELLE MASSE POPOLARI. IN UMBRIA SI SVILUPPÒ NEL DUECENTO ED ERA UNA CANZONE STROFICA MONODICA UTILIZZATA DAI DEVOTI IN PROCESSIONE ED ANCHE DAI FLAGELLANTI CHE NARRAVANO IN CANTO LA VITA DEI SANTI. LE FORME PIÙ TIPICHE DELL' ARS NOVA ITALIANA ERANO IL MADRIGALE,LA CACCIA E LA BALLATA. IL MADRIGALE E LA CACCIA ERANO PER LO PIÙ A DUE VOCI. LA BALLATA ERA MOLTO UTILIZZATA DAI MUSICISTI ITALIANI ESPESSO NE FA MENZIONE BOCCACCIO NEL DECAMERONE DEFINENDOLO UN GENERE DI MUSICA GRADITO ALLA SOCIETÀ TRECENTESCA. L' ARS NOVA ITALIANA CORREVA QUINDI PARALLELAMENTE A QUELLA FRANCESE MA SI DIFFERENZIAVA PER L' UTILIZZO ARMONICO RISPETTO AD UN MINUZIOSO E RAFFINATO LAVORO "GOTICO" TIPICAMENTE GRANCESE. L' ARS NOVA NELLA SUA ESPRESSIONE PIÙ ALTA AVEVA CARATTERE ARISTOCRATICO E RICHIEDEVA INTERPRETI DI PARTICOLARE BRAVURA. LE DIFFICOLTÀ DI RENDERE CON LA VOCE I NUMEROSI E COMPLICATI MELISMI HA FATTO SUPPORRE CHE LO STRUMENTO SOSTITUISSE IN ALCUNE PARTI LA VOCE. TRA IL 1425 FINO A QUASI LA FINE DEL SECOLO I MISICISTI ITALIANI SONO QUASI ASSENTI DAL MOVIMENTO ARTISTICO MUSICALE CONTEMPORANEO. LA RAGIONE VA RICERCATA NELL' AVVENTO E SOPRAVVENTO DEI MAESTRI DELLE FIANDRE. LE CITTÀ FIAMMINGHE DIVENNERO LA CULLA DI MUSICISTI ESPERTISSIMI. L' ARTE FIAMMINGA RAPPRESENTA L' APPLICAZIONE DELLA TECNICA CONTRAPPUNTISTICA PORTATA NELLA SUA ESPRESSIONE PIÙ ARTIFICIOSA. ESSA HA MOLTA ADERENZA CON L' ARCHITETTURA GOTICA, DOVE IL PROBLEMA COSTRUTTIVO ERA RISOLTO CON COMBINAZIONI TECNICHE ABILI E INGEGNOSE E IL RISULTATO DELL'ESECUZIONE CREAVA EMOZIONI CHE IL TESTO NON RIVELAVA. SINO ALLA METÀ DEL QUATTROCENTO L'USO DEGLI STRUMENTI COME SOSTEGNO ALLE VOCI ERA ABITUALE, MA POI SI CREDETTE PIÙ CONVENIENTE CHE NEI TEMPLI SOLO LA VOCE UMANA FOSSE DEGNA D'INTERPRETARE I SENTIMENTI RELIGIOSI E INNALZARE PREGHIERE, ANCHE SE NON IN TUTTE LE CAPPELLE FU ABBANDONATO L'USO DI STRUMENTI ACCOPPIATO ALLE VOCI. MENTRE LA DOTTA ARTE FIAMMINGA IMPERAVA NEL NOSTRO PAESE, SI ANDAVANO VIA VIA ELABORANDO ALCUNE FORME DI MUSICA POPOLARE SU CUI PIÙ TARDI FIORÌ LA MISICA D'ARTE ITALIANA. ESEMPI DI QIESTA MUSICA FURONO NELLA METÀ DEL QUATTROCENTO I CANTI CARNASCIALESCHI NATI QUANDO LORENZO IL MAGNIFICO ISTITUÌ A FIRENZE FESTE CARNEVALESCHE DURANTE LE QUALI GENTE MASCHERATA PERCORREVA LA CITTA SU CARRI ALLEGORICI CANTANDO CANZONI ALLEGRE,ARTISTICHE E SPESSO LICENZIOSE. CAV.CORRADETTI ROSSANO PROPRIETÀ AUTORE.

venerdì 7 febbraio 2020

Giornata della MEMORIA 27 Gennaio 2020

L'ALTRA RESISTENZA


RICORDANDO IL PASSATO PER COSTRUIRE IL PRESENTE.

GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI DOPO L'  8 SETTEMBRE 1943 AL 1945.

SEICENTOMILA "NO"
1)TESTIMONIANZA FOTOGRAFICA  DEI LAGER
2) AMBIENTAZIONE MUSICALE DI ROSSANO CORRADETTI
BRANI MUSICALI EBRAICI KLEZMER-YDDICH
INTRDUZIONE E CONFERENZA

LICEO CLASSICO ANNIBAL CARO DI FERMO
27 GENNAIO 2020.

OGGI SI CELEBRA LA GIORNATA DELLA MEMORIA, E' UNA RICORRENZA INTERNAZIONALE DESIGNATA DALL'ONU NEL 2005 E SI COMMEMORANO LE VITTIME DELL' OLOCAUSTO E LA LIBERAZIONE DA PARTE DELL' ARMATA ROSSA DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ 27 GENNAIO 1945.
IN QUESTO GIORNO VENGONO RICORDATI 15 MILIONI DI VITTIME DELL' OLOCAUSTO- SEI MILIONI APPARTENEVANO AL POPOLO EBREO: IL LORO GENOCIDIO VIENE
CHIAMATO SHOAH.
AUSCHWITZ IN POLONIA È  DIVENTATO IL LUOGO SIMBOLO DELLA DISCRIMINAZIONE E DELLE SOFFERENZE DI CHI È  STATO INTERNATO SOLO PERCHE' EBREO, ZINGARO, OMOSESSUALE, O SEMPLICEMENTE PERCHÉ SI TRATTAVA DI PERSONE CON IDEE POLITICHE DIVERSE DA QUELLE DI CHI ERA AL POTERE.
LA GIORNATA  DELLA MEMORIA  NON SERVE SOLO A COMMEMORARE, MA SERVE A RICORDARE CHE OGI GIORNO ESISTONO  TANTE PICCOLE DISCRIMINAZIONI VERSO CHI CI SEMBRA DIVERSO  E DOBBIAMO STARE ATTENTI A NON CADERE NELL' INDIFFERENZA .
LA MEMORIA DEL PASSATO CI SERVE PER ESSERE CONSAPEVOLI DEL NOSTRO TEMPO
E CAMBIARLO.
LA STORIA CHE RACCONTIAMO OGGI È UNA STORIA PARTICOLARE E POCO NOTA.
DIAMO VOCE AGLI IMI INTERNATI MILITARI ITALIANI CHE PER MOLTI MOTIVI NON HANNO AVUTO TESTIMONIANZA.
IMI È  LA RIDEFINIZIONE ATTRIBUITA DALLE AUTORITÀ TEDESCHE AI SOLDATI ITALIANI CATTURATI, RASTRELLATI E DEPORTATI IN GERMANIA NEI GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI ALLA PROCLAMAZIONE DELL' ARMISTIZIO DELL' 8 SETTEMBRE 1943 E ' IL GIORNO DELLA FINE DELLE OSTILITÀ FRA ITALIA E GLI ESERCITI ALLEATI.
L' ATTO UFFICIALE , FIRMATO A CASSIBILE, IN PROVINCIA DI SIRACUSA DAI GENERALI CASTELLANO E BEDELL SMITH, VENNE RESO NOTO SOLO 5 GIORNI PIÙ TARDI.
A DARE L' ANNUNCIO AL PAESE FU IL MARESCIALLO BADOGLIO CAPO DEL GOVERNO.
MOLTI ITALIANI SI ILLUSERO CHE QUESTO SEGNASSE LA FINE DELLA GUERRA,  MA NO  FU COSI.
LE PAROLE DI BADOGLIO GETTARONO L' ITALIA NEL CAOS PIÙ COMPLETO E SCATENARONO L' IMMEDIATA REAZIONE DELLA GERMANIOA NAZISTA.
MENTRE IL RE ED IL GOVERNO LASCIAVANO ROMA PER RIFUGIARSI A BRINDISI,  I TEDESCHI, GIÀ MASSICCIAMENTE PRESENTI NELLA PENISOLA, INTUIRONO QUELLO CHE DEFINIRONO " IL TRADIMENTO" E SCATENARONO LA CONTROFFENSIVA PROCEDENDO ALL' OCCUPAZIONE DELLE REGIONI CENTRO- SETTENTRIONALI.
IN POCHI GIORNI LE TRUPPE ITALIANE,  PRIVE DI ORDINI PRECISI DIVENTARONO FACILE PREDA DELLE BEN PIU ORGANIZZATE E MEGLIO EQUIPAGGIATE  FORZE NAZISTE.
LA CONFUSIONE DEL MOMENTO PROVOCO' UN SENSO DI SGOMENTO NELL' ANIMO DEI SOLDATI ITALIANI.
NELLE "RETATE" ORGANIZZATE DAI TEDESCHI CADDERO MIGLIAIA E DECINE  DI SOLDATI COSTRETTI A CONSEGNARE LE ARMI; TRA  I DISARMATI UNA PARTE ACCETTÒ DI RESTARE AL SERVIZIO DEI TEDESCHI O DI PASSARE ALLE MILIZIE FASCISTE,  UN' ALTRA RIUSCÌ IN QUALCHE MODO A FUGGIRE, MENTRE UNA TERZA, QUELLA PIÙ NUMEROSA CONOBBE LA TRAGICA ESPERIENZA DELLA PRIGIONIA.

TESTIMONIANZA DI CORRADETTI MARIO SULL' ANTOLOGIA DI SILVIA PASCALE PAGINA 143-144."FIORI DAL LAGER"

CARICATI DAI TEDESCHI SUI TRENI,  I MILITARI CATTURATI PARTIRONO PER UNA DESTINAZIONE CHE NON RICONOSCEVANO.
MOLTI SPERAVANO DI RITORNARE IN ITALIA,  DI ANDARE A CASA, MA LA LORO DESTINAZIONE ERANO I LAGER DEL TERZO REICH.
IL VIAGGIO VERSO ILCAMPO DI CONCENTRAMENTO AVVENNE IN CONDIZIONI DISUMANE

I TRENI UTILIZZATI ERANO INFATTI CARRI BESTIAME, RIEMPITI IN MANIERA INVEROSIMILE.
40 E PIU UOMINI PER VAGONE, SENZA ACQUA,  SENZA CIBO, SENZA RECIPIENTI PER LE NECESSITÀ FISIOLOGICHE.
I TRASFERIMENTI DURARONO ANCHE DIVERSI GIORNI CON VARIE TAPPE E SOSTE INTERMINABILI.
NON ERA POSSIBILE OPPORRE RESISTENZA, QUASI NESSUNO PENSAVA DI FUGGIRE  PERCHÉ NON SAPEVA DOVE ANDARE.
IL TRENO SI FERMAVA IN POSTI SCONOSCIUTI.
DOPO ALCUNI GIORNI DI SOSTA NEL PRIMO CAMPO DI SMISTAMENTO SI RIPARTIVA PER UNA NUOVA DESTINAZIONE.
LA VICENDA DEI 600.000 MILA INTERNATI DI ITALIANI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI DOPO L! 8 SETTEMBRE HA FATICATO A FARSI STRADA NELLA MEMORIA STORICA DEL PAESE.
I MILITARI ITALIANI, INFATTI FURONO SORPRESI DALLA CESSAZIONE DELLE OSTILITÀ CONTRO GLI ALLEATI E MOLTI FURONO CATTURATI DALLA WEHRMACHT IN FRANCIA,  GRECIA, JUGOSLAVA,  ALBANIA,RUSSIA,  POLONIA,  PAESI BALTICI E LA STESSA ITALIA.
DEPORTATI FURONO INTERNATI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO TEDESCHI SPARV SI UN PO' OVUNQUE IN EUROPA,  SOPRATTUTTO IN GERMANIA,  AUSTRIA  E POLONIA.
CHIUSI NEI LAGER NAZISTI, IN UN PRIMO TEMPO FURONO SEMPLICI PRIGIONIERI DI DI GUERRA.
POI IL PRIMO OTTOBRE 1943 FURONO DEFINITI IMI CON PROVVEDIMENTO ARBITRARIO DI HITLER.
UN MODO PER SVIARE LA CONVENZIONE DI GINEVRA DEL 1929 SULLA TUTELA DEI PRIGIONIERI DI GUERRA.
ESSENDOSI RIFIUTATI DI COLLABORARE CON CON I NEOFASCISTI,  FURONO DESTINATI COME FORZA LAVORO PER L' ECONOMIA DEL TERZO REICHT.
SOTTOPOSTI AD UN TRATTAMENTO DISUMANO, SUBIRONO UMILIAZIONI, FAME E LE PIU' TREMENDE VESSAZIONI.
DECINE DI MIGLIAIA DI ESSI PERSERO LA VITA NEL CORSO DELLA PRIGIONIA PER MALATTIE, FAME, STENTI, UCCISIONI.
CHI RIUSCI' A SOPRAVVIVERE RIMASE SEGNATO PER SEMPRE.
MOLTI DEGLI ARRUOLATI NEL REGIO ESERCITO ITALIANO ERANO GIOVANI CHIAMATI ALLE ARMI POCO PIÙ CHE VENTENNI,  O RICHIAMA9TI ALLE ARMI,  UOMINI EDUCATI SIA ALL' OBBEDIENZA FASCISTA CHE AGLI IDEALI DEL RISORGIMENTO.
LA MAGGIOR PARTE DI LORO DURANTE L' INTERNAMENTO NEI LAGER, PER LA PRIMA VOLTA CON UNA SCELTA VOLONTARIA DI COSCIENZA DISSERO "NO" A QUALSIASI FORMA DI COLLABORAZIONE CON IL TERZO REICHT E CON LA REPUBBLICA DI SALÒ AFFRONTANDO PIÙ DI 20 MESI DI PRIVAZIONI E SOFFERENZE

LA VITA CHE TOCCAVA AGLI IMI NON SI PROSPETTAVA AFFATTO FACILE.
I MESI PASSAVANO NEI CAMPI LENTAMENTE TRA MARCE
, RADUNI E LA FAME.
LE MALATTIE RENDEVANO OGNI GIORNO PIU PESANTE LA PERMANENZA.
A SANDBOSTEL E A WIETZENDORF ( BASSA SASSONIA) TRA AMBURGO E HANNOVER,  ALCUNI COMPAGNI SI DEDICAVANO ALLA RECITAZIONE E ALLA MUSICA  PER RISOLLEVARE IL MORALE.
IN QUEI C' ERA ANCHE MIO PADRE CORRADETTI MARIO CHE INCONTRÒ GIANRICO TEDESCHI, GIOVANNINO GUARESCHI,  ALESSANDRO NATTA E ALTRI BRAVI , SENSIBILI E MENO NOTI MILITARI.
DOPO IL CROLLO DELLA GERMANIA NAZIONALSOCIALISTA ALCUNI DEI SOPRAVVISSUTI PUBBLICARONO LE MEMORIE  LE ESPERIENZE NEI LAGER.
ALESSANDRO  NATTA AUTOREVOLE ESPONENTE DEL
P.C.I AL RITORNO  DAL CAMPO DI PRIGIONIA SCRISSE UN LIBRO CHE PURTROPPO LA CASA EDITRICE DEL SUO PARTITO NON GLI PUBBLICÒ.
IL LIBRO DAL TITOLO "L' ALTRA RESISTENZA" FU PUBBLICATO QUALCHE ANNO PIU TARDI DALLA CASA EDITRICE EINAUDI.
NEL SUO LIBRO NATTA DEDICA UN PENSIERO E AI MORTI DI WIETZENDORF E A TUTTI I COMPAGNI SEPOLTI NEI CIMITERI FEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI:
AI VIVI PERCHÉ HANNO CONOSCIUTO E RICORDINO IL VOLTO ODIOSO DEL NAZISMO E DEL MILITARISMO TEDESCO.
AI GIOVANI CHE NON HANNO VISSUTO QUELL' ESPERIENZA,  PERCHÉ SAPPIANO QUALE SOMMA DI SACRIFICI,  QUALE PREZZO DI SANGUE È COSTATA LA LIBERTÀ E L' L'INDIPENDENZA DELLA NOSTRA VITA PER LA NASCITA DELLA REPUBBLICA, LA DIFFICILE PACE DELL' ITALIA E DEL MONDO.

I DIARI DEGI IMI PERMETTONO DI CONOSCERE UNA STORIA TROPPO A LUNGO TACIUTA PER UNA SERIE DI MOTIVI STORICO-POLITICI, SOCIALI E PERSONALI.
DESIDERIO DI CHI ERA STATO INTERNATO UNA VOLTA RITORNATO A CASA ERA QUELLA DI NON PARLARE DI QUELL' ESPERIENZA.
I SOPRAVVISSUTI ALLE DEPORTAZIONI E ALL' INTERNAMENTO E AGLI ECCIDI  NEOFASCISTI E NAZISTI, PER MOLTI ANNI NON HANNO PARLATO.
NON  NE HA PARLATO LILIANA SEGRE CHE POI È DIVENTATA INFATICABILE TESTIMONE, HA INCOMINCIATO A PARLARE DI QUELLO CHE AVEVA VISSUTO DOPO MOLTI ANNI DAL RITORNO.
LA VITA DEGLI IMI NEI LAGER INIZIAVA CON LE FORMALITÀ D' INGRESSO( FOTO, NUMERO DEL PRIGIONIERO, PIASTRINA CON SIGLA DI STALAGDOVE VENIVANO PORTATE LE TRUPPE E I SOTTUFFICIALI  E OFLAG ERA IL CAMPO PER GLI UFFICIALI.
GULAG ERNO I CAMPI DI TRANSITO.
LA RICHIESTADI COLLABORAZIONE DA PARTE DELLA WEHRMACHT ERA SEMPRE PIÙ INSISTENTE.
IL MANGIARE SCARSEGGIAVA E IL FISICO COMINCIAVA A DEBILITARSI MA LA RISPOSTA "NO" ERA SEMPRE FERMA.
NEL CAMPO DI SANDBOSTEL ALCUNI PRIGIONIERI AVEVANO COSTRUITO UN PICCOLO RICEVITORE AD ONDE MEDIE CHE PERMISE A MIGLIAIA DI PRIGIONIERI DI RICEVERE NOTIZIE SULL' ANDAMENTO DELLA GUERRA.
SI CHIAMAVA  "RADIO CATERINA".
AI PRIMI DI APRILE DEL 1945 CIRCOLAVA LA VOCE TRA I COMPAGNI CHE STESSE PER ACCADERE QUALCOSA D'I MPORTANTE :
SI SENTIVANO GLI AEREI VOLARE ERANO GLI ANGLO-
AMERICANI.
LE INFORMAZIONI SULLA GUERRA ERANO VOLUTAMENTE SCARSE PER COLTIVARE NEGLI IMI UN GRANDE SENSO D'INSICUREZZA.
SOLO RADIO CATERINA RIUSCIVA A DARE NOTIZIE REALI SULLO STATO DELLA GUERRA.
DOPO LA LIBERAZIONE AVVENUTA AD OPERA DEGLI ANGLO-AMERICANI INIZIO IL VIAGGIO DI RITORNO ,LUNGO , DIFFICILE, A TAPPE, SPESSO A PIEDI O CON MEZZI DI FORTUNA.
PRIMA PARTIRONO DAI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI GLI AMMALATI PIÙ GRAVI E POI GLI ALTRI.
Il PERCORSO  ERA VIA BRENNERO PER ARRIVARE A BOLZANO,  MERANO.
"ARRIVATO A BOLZANO CERCAI I MIEI AMICI RICCARDO E GIUSEPPE CON CUI AVEVO PASSATO LA GRAN PARTE DELLA PRIGIONIA E SCOPRÌ CHE ERANO MORTI PER LE FERITE RIPORTATE"

"UN DISPIACERE ENORME"!

LA MAGGIOR PARTE DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI  DOVETTERO SUBIRE AL RIENTRO UN INTERROGATORIO E LE COMMISSIONI D' INCHIESTA ERANO INTERESSATE PIÙ ALLA CIRCOSTANZA DELLA CATTURA E POCO ALL' INTERNAMENTO.
ALESSANDRO NATTA NEL SUO LIBRO DICE:

"NOI ABBIAMO AVUTO UNA SORTE DIVERSA  DA QUELLA DEI PRIGIONIERI DEI CAMPI DI STERMINIO, DEI LAGER POLITICI ANCHE SE OCCORRE DIRE CHE NON VI FU UNA SOFFERENZA NELLA SOSTANZA, MA SOLO NEL GRADO D' INTENSITÀ DELLA PERSECUZIONE,  IL PROCESSO DI DISTRUZIONE COMPLETA DELLA PERSONALITÀ UMANA, ERA L' OBIETTIVO E LA  LEGGE DEL LAGER".
DOPO IL CROLLO DELLO STATO ITALIANO E DELL' ESERCITO  IN SEGUITO ALL' ARMISTIZIO ERA DOVERE DEI SOLDATI ITALIANI RESISTERE AI NAZISTI E AI FASCISTI AFFRONTANDO LA PRIGIONIA.

NEGANDO OGNI COMPROMESSO,OGNI COLLABORAZIONE I SOLDATI ITALIANI

HANNO VINTO LA LORO BATTAGLIA.

FERMO 27 GENNAIO 2020 GIORNATA DELLA MEMORIA.
LICEO CLASSICO ANNIBAL FERMO

CAV.CORRADETTI ROSSANO

DA UN RACCONTO DI MARIO CORRADETTI AI NIPOTI













martedì 12 febbraio 2019

Documentazione Fotografica Dei Campi di concentramento nazisti in Germania

MONTOTTONE.

L'ALTRA RESISTENZA
GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI *NON COLLABORAZIONISTI *


LA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI IN GERMANIA CON MATERIALE LIBRARIO, DISPENSE ED ALTRO MATERIALE  PUÒ ESSERE VISIBILE TELEFONANDO AL NUMERO DI CELLULARE 3478767179

''LA MUSICA DEGENERATA DURANTE IL NAZISMO''

lunedì 11 febbraio 2019

Mio nonno di fede Socialista

Mio nonno Cipolletti Arturo nato a Montottone prov.di Ascoli Piceno il giorno 8 febbraio 1884 e morto a Montottone il 09 luglio del 1942 era di idee Socialiste. Varie volte minacciato,purgato con l'olio di ricino.
Ci furono anche tentativi di portargli via la sua abitazione per ritorsione . Fu manganellato , ma non rinnego' gli ideali di Socialista.
Tutto cio' pare gli venne inflitto da una  persona poi diventato Podestà del paese.
Da un racconto il Giorno della Memoria del 27 gennaio 2019 a Montottone mentre visitava la mia documentazione Fotografica dei campi di concentramento nazisti in Germania . Racconto nitido e preciso di una persona anziana, allora giovane che ricorda  chiaramente i fatti accaduti.
Rossano Corradetti

mercoledì 7 novembre 2018

Il ricordo di un Internato Militare Italiano al rientro in Italia nell'agosto del 1945

Stalag X-B/Z WIETZENDORF e StalagX-B di Sandbostel -Germania

Il rientro in Patria riservo' altre amare sorprese. 'Fummo accolti con sospetto.  Sentimmo la congiura del silenzio. Ci accorgemmo che non si sapeva nulla di noi e di quello che avevamo fatto e che coloro che sapevano volevano tenerlo nascosto. ....
Eppure per noi internati militari italiani , i 600.000 No aveva significato inesorabili sofferenze e uno spirito di sacrificio che era giunto all'estrema conseguenza definitiva, 'quello di donare  anche la vita '

giovedì 27 settembre 2018

La Musica e la Musica degenerata durante il nazismo

L'ALTRA RESISTENZA.
 La Musica ebbe grande importanza nella vita culturale nel periodo nazista,tanto da arrivare a mescolare nell'iconografia il simbolo nazista come un'aquila,un organo con la scritta - Germania terra della Musica . Oltre alle orchestre e cori di professionisti che erano presenti in moltissime citta' esisteva un sistema capillare anche di gruppi Musicali a livello amatoriale. Una macchina formidabile e di propaganda che si basava anche sull'esaltazione della razza ariana. Purezza,incontaminazione,esaltazione della razza e della potenza della nazione. Anche la musica divenne un terreno di lotta screditando musicisti e compositori che non rispettavano la tradizione tonale,queste musiche erano considerate con l'appellativo sprezzante MUSICHE DEGENERATE.
Nel 1938 a Dusseldorf, si tenne una mostra di fotografie, cataloghi, ascolti sulla 'Musica Degenerata' che contribui a stilare una lista nera di nomi e musiche da cancellare e non più da eseguire in pubblico.
Musiche degenerate-Il Jazz,le canzoni da cabaret, la dodecafonia. Sotto la guida Di Goebbels ministro per l'istruzioni pubblica e la propaganda ,per gli artisti la vita si fece piu' dura. Molti artisti considerati DEGENERATI
fecero un'opposizione interna,in Germania,altri preferirono espatriare facendo un'opposizione esterna di musica considerata DEGENERATA. La lista dei musicisti,compositori a cui fu imposto il silenzio ,perseguitati, incarcerati ed eliminati fisicamente dai nazisti e' lunghissima e difficile da completare anche perche non riguarda solo gli artisti tedeschi, ma tutti i musicisti dei paesi via via occupati,quindi  gran parte dell'Europa. La musica maggiormente apprezzata da Hitler  e che utilizzava spesso per le  parate e raduni fu quella Di Richard Wagner.Il libro che Hitler preferiva di  Wagner/DAS JUDENTUM IN DER MUSIK.
Inoltre  l'amore per la musica popolare e per il folclore  era caratterizzato da un forte nazionalismo, dal culto del passato rurale e dal rifiuto della cultura urbana e moderna. 1938 a Dusseldorf  si tenne una mostra -fotografie,cataloghi,ascolti sulla munica Degenerata, che contribui a stilare una lista nera di nomi e musiche da cancellare e da non eseguire più in pubblico.
Rossano Corradetti Fermo 10/10/2018

mercoledì 14 giugno 2017

1969 Primi incontri per istituire il Liceo Musicale di Fermo

Ai primi incontri nel 1969 per L' istituzione del Liceo Musicale di Fermo poi Conservatorio di Musica G. B. Pergolesi erano presenti il prof. Annio Giostra, il M. Rossano Corradetti e il M. Grossi

venerdì 12 febbraio 2016

Storia di un uomo in guerra- Chiamato al servizio di Leva nel 1933-Internato Militare Italiano dal 1943 al 1945


L'ALTRA RESISTENZA
Corradetti Mario nato a Montottone il giorno 30 ottobre 1913-Morto a Montottone il giorno 31 dicembre 1986

Prigioniero di guerra in vari campi di concentramento nazisti in Germania tra cui lo Stalag X-B di Sandbostel e il campo di concentramento di Wietzendorf X-B/Z che tra il 1943 e il 1945 era campo satellite dello stalag XB di Sandbostel.
Chi arrivava come internato in autunno veniva
registrato con la Sigla XB.
Wietzendorf tra il 1943 e il 1945 ha cambiato più volte denominazione.

La memoria ritrovata degli Internati militari italiani nei campi di concentramento nazisti in Germania.

Seicentomila ''NO''

A cura di Rossano Corradetti

Mario Corradetti,   medaglia d'onore 27 gennaio 2016 Giorno della Memoria.
Concessa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Croce al Merito di guerra.
Diploma d'Onore ''Non Collaborazionista'' concesso dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Soldato di leva a Bologna , il 7 luglio del 1933 con Matricola 19515 .
Chiamato alle armi l'8 aprile 1934 nella 6a compagnia di Sanita' ed aggregato al 36 Reggimento Fanteria di Modena per la prima istruzione.
Rientrai al corpo come soldato scelto in detto ordine della Direzione militare di Bologna e
terminai di fare il servizio di leva per altri tre mesi con il tredicesimo Fanteria e
finito il serzio militare, partii con l'ospedale da campo numero 539 da Bologna città in cui ero stato  assegnato alla compagnia di Sanità, partii per il fronte e fui destinato in Africa Orientale .
Imbarcato,  Si parti da Napoli, insieme ad altri compagni per combattere in Africa Orientale. Il viaggio fu lungo nove giorni, attraversammo il Mar Rosso ed il canale di Suez per arrivare all'una di notte a Massaua. Una breve sosta e la mattina seguente eravamo in viaggio per Decamere' per poi proseguire per la citta' di Saganeiti. Rimasi in Eritrea due anni fino alla fine della guerra nel 1937 e congedato ritornai in Patria.
Felice di essere ritornato in Italia,dopo appena due anni fui richiamato alle armi nel 1939 e inviato sul il fronte Greco-Albanese.
Partii con la divisione Pinerolo da Bari con destinazione Durazzo. Mi trattennero in guerra per altri quattro anni e mentre mi trovavo l'8 settembre del 1943 Larissa (Grecia) con il 18.o reggimento di Artiglieria,venni fatto prigioniero.
In Grecia ero con 11*Armata comandata dal Generale Vecchiarelli con sede del comando ad Atene.
Il 3 settembre in una località tenuta segreta avvenne la firma dell'Armistizio.
L'8 settembre 1943 fu reso noto l'Armistizio,alle ore 18,30, la notizia fu data dal generale Eisenhower tramite radio Algeri e alle 19,42  ci fu la  conferma dell'Armistizio con il proclama da parte del Maresciallo Badoglio.
Il Maresciallo Badoglio con insensibile tranquillità mise in conto all'atto dell'Armistizio la prigionia di guerra per centinaia di migliaia di suoi connazionali.
Così le Forze Armate Italiane furono abbandonate.
Le truppe italiane furono colte di sorpresa e del tutto impreparate e quasi prive di direttive.
Appena il generale Vecchiarelli ricevette l'annuncio dell'armistizio di Cassibile firmato dal generale Giuseppe Castellano per conto di Badoglio , Walter Bedell, futuro direttore della CIA  a nome di Eisenhower, il Generale   inviò nella serata dell'8 settembre un telegramma a tutti i comandi a lui sottoposti con la seguente direttiva ''Se tedeschi non faranno atti di violenza, truppe italiane non rivolgeranno armi contro di loro.
Truppe italiane non faranno causa comune con i ribelli, ne con  le truppe anglo-americane che sbarcassero.
Reagiremo con la forza at ogni violenza armata. Ognuno rimanga suo posto con compiti attuali''
Inizio' subito il reclutamento da parte dei tedeschi.
Insistenze continue e promesse di libertà.
Le Pressioni venivano fatte anche ai nostri comandanti.
Se i responsabili italiani non riuscivano  a convincerci a consegnare le armi entro un termine stabilito dal comando tedesco, i nostri superiori erano passibili di fucilazione.
Parlare degl' Internati Militari Italiani nei campi di concentramento nazisti in Germania prigionieri del Terzo Reich, significa raccontare il loro dolore e i patimenti inflitti dai loro aguzzini, guardiani e sorveglianti.
La scelta del SI o del NO  alla collaborazione era importante per la nostra vita. Con il ''SI''eravamo liberi con il NO ci aspettava la sofferenza le angherie, i maltrattamenti.
ERO ED ERAVAMO CONSAPEVOLI DELLA SCELTA.
Vi furono dei compagni che scelsero di collaborare e dissero SÌ.
Da un calcolo pare siano stati sui 180.000 i collaborazionisti. Furono liberati e  lasciarono i lager,altri accettarono di lavorare ed adoperarsi come ausiliari al servizio dei tedeschi, altri ancora premiati con il rientro in Italia.
I volontari e i fedeli all'alleanza della prima ora non trascorsero nessun giorno di prigionia e furono rimandati a casa.
Chi decise di collaborare, addirittura non vide mai un campo di concetramento e neppure si resero conto di cosa fosse la prigionia.
La vita che attendeva agli I.M.I.  non si prospettava affatto facile pur essendo coscienti per aver detto ''NO''
 Il ''NO era ancora più motivato per gli inganni subiti da Hitler e Imler.
I mesi passavano nei campi lentamente, tra marce, raduni e  la fame, le malattie rendevano ogni giorno più pesante la permanenza . A Sandbostel e Wietzendorf venivamo sollevati moralmente da altri compagni che si dedicavano alla recitazione, alla poesia , alla musica.
Era un modo piacevole anche se il sorriso era difficile il più delle volte da esternare per i vari acciacchi e pensieri perché ancora non si vedeva la fine di questo incubo e per il ritorno in Italia che sembrava lontano e impossibile.
In quei campi e sottocampi ho avuto modo d'incontrare persone come Gianrico Tedeschi, Giovannino Guareschi, Alessandro Natta e molti altri bravi,sensibili e meno noti militari.
Dopo il crollo della Germania Nazionlsocialista alcuni dei sopravvissuti pubblicarono le memorie e le esperienze nei Lager.
Alessandro Natta autorevole esponente de P.CI. al ritorno dal campo di prigionia scrisse un libro che purtroppo la casa editrice del suo partito non gli pubblicò.
Il libro dal titolo ''L'altra Resistenza fu pubblicato qualche anno più tardi dalla casa editrice Einaudi.
**''Nel suo libro Natta  dedica un pensiero ai morti e ai vivi di Wietzendorf  e a tutti i compagni sepolti nei cimiteri dei campi di concentramento nazisti.
Ai vivi perché hanno conosciuto e ricordino il volto odioso del nazismo e del militarismo tedesco .
Ai giovani che non hanno vissuto quell'esperienza, perché sappiano quale somma di sacrifici, quale prezzo di sangue è costata la Libertà e l'indipendenza della nostra vita per la nascita della  Repubblica, la difficile pace dell'Italia  e del mondo''**.

*''Dalla ricerca sugli I.MI. scaturisce una documentazione e una memorialistica più completa per gli  ufficiali ⁸che per quella dei sottufficiali e soldati di truppa.

I tedeschi dopo aver imprigionato migliaia di uomini, istituirono
*Una commissione mista italo-tedesca che avrebbe provveduto ad arruolare gli ufficiali internati e tutti gli ufficiali interessati a questa selezione e si sarebbero dovuti presentare quanto prima al capo della Direzione Affari Generali  del comando della Wehrmacht a Berlino il generale Hermann Reineche.
Ai sottufficiali e militari di truppa avrebbe invece provveduto una commissione tedesca con il concorso e ciò precisava le disposizioni fino ad allora emanate di elementi italiani incaricati di appoggiare l'azione di propaganda svolta nei Lager d'internamento in Germania
C'è  da notare che il 16 ottobre 1944 fu deciso di creare con carattere d'immediatezza uno Stato Maggiore Italiano a Berlino formato da circa 25 ufficiali e retto da un Generale posto alle dirette dipendenze della Wehrmacht  con compiti di natura amministrativa e organizzativa.

*''Hitler e i vertici della Wehrmacht  impartirono verso gli I.M.I. Una serie di ordini criminali che non potevano trovare in alcun modo una pur minima giustificazione.
Non si tratto' infatti di una reazione commisurata alla situazione, bensì alla vendetta.
*''Vi furono degli internati che scelsero di collaborare anche per una certa affinità ''Ideologica'' con il nazismo.
Non furono pochi i soldati che dissero ''SI''anche per motivi di opportunismo *''
La scelta del ''NO'' degli IMI per Pier Luigi Bertinaria negli atti del convegno di studi di Firenze il 14 e 15 novembre 1985 afferma ''che quella scelta fu prima di carattere politico .
La scelta del ''NO'' derivò anche a costo della vita, della dignità umana, dall'onore militare  e dall'onore per la Libertà ancorché diversamente intesa negli animi dei singoli.
La dignità di essere e sentirsi uomini, di essere e sentirsi soldati-Questa fu la priorità di quella scelta''.

GLI internati militari italiani hanno avuto il coraggio di dire e ribadire alla Wermacht il loro ''NO'' Pur essendo consapevoli di quello che li aspettava.
Non hanno scelto vie di fuga per andare in altri teatri di guerra.
L'Internamento come prigionieri senza diritti della Convenzione di Ginevra e senza la tutela della Croce Rossa Internazionale , lo hanno dovuto fare tutto, senza sconti e senza saltare in altri teatri di guerra.
Appunto oggi si commemorano i morti  e si ricordano tutti i ''NON COLLABORAZIONISTI ''
*Sandbostel Lunedi 29 aprile 2019.


*''Gerard Schreiber scrive che l'8 settembre 1943 l'Italia si ritirò dal conflitto.
Fin dalle ore successive all'Armistizio migliaia di soldati italiani vennero disarmati e catturati dai soldati tedeschi.
Ebbe così inizio per Ufficiali, Sottufficiali e soldati italiani un calvario nei campi di prigionia della Wehrmacht.
Ma anche questo è  il destino dei soldati.
Non si configurava come un fatto eccezionale dal momento che ogni guerra può significare anche morte o prigionia.
Ben presto appare però chiaro che gl'italiani dietro il filo spinato tedesco erano prigionieri di guerra del tutto particolari.
Sembra che nel comportamento verso gli italiani si manifestassero sentimenti e risentimenti condizionati sia dalla storia, sia da criteri di ordine razziale.
''TRADIMENTO ''
Nel settembre 1943 i risentimenti mantenuti in vita dopo il 1918 investì in pieno gli INTERNATI MILITARI ITALIANI, scatenando ancora una volta un odio profondo  fra tedeschi e italiani.
Dopo mesi di prigionia nel marzo del 1944 in seguito di una protesta del Capo Ufficio Assistenza degli Internati militari italiani e civili i vertici della Wehrmacht si videro costretti a proibire l'uso del termine ''Badogliani''rivolto ai soldati Italiani perché ritenuto''Oltraggioso ''.
Considerati gli' I.M.I. Dai tedeschi come ''Traditori '' avendo tradito ''la causa del genere umano ''si erano estromessi dalla ''comunità umana, quindi meritavano di essere accomunati agli Ebrei considerati dai nazionalsocialisti ''feccia dell'umanità''.
Nel 1944 fino a settembre del 1945 ero ancora in Germania da un campo all'altro di concentramento.
L'insistenza alla collaborazione era ancora in atto e si faceva sempre più insistente . Ma la risposta ''NO'' era sempre ferma.
Il mangiare scarseggiava e il fisico cominciava a debilitatarsi. Pare che dalle stime fatte il 10% dei militari italiani non fecero ritorno e siano deceduti nei campi nazisti. Ogni giorno pensavo all'Italia e al rientro
Oltre al fisico deperito, anche il morale cominciava a risentirne.
Nel campo di Sandbostel e di Wietzendorf c'erano compagni militari molto in gamba, sia dal lato umano, intellettivo e pratico
Venivamo a conoscenza di molte notizie dell'Italia e non solo.
Ne venivamo a conoscenza, perché diversi militari internati  ingegnosi, riuscirono a costruire una radio chiamata ''Radio Caterina''.

Il giorno della cattura dissi subito ''NO''ALLA Wehrmacht e venni fatto prigioniero.
Dopo varie pressioni per aderire alle richieste naziste, dissi ancora ''NO''
Non collaborai e il mio rifiuto da "Non collaborazionista"mi costo' caro,perche' il giorno 9 settembre1943 fui fatto prigioniero e deportato in Germania. Ci fecero salire su carri ferroviari, carri di bestiame e stipato insieme ad aĺltri compagni fummo trasportati in Germania.
Durante il tragitto per dormire si dormiva in piedi e per i bisogni mi sentivo in difficoltà e imbarazzo, ma bisognava pur farli. Dal 10 settembre 1943  inizio' un vero calvario, da un campo all'altro.
Fui internato in vari campi di concentramento tra cui Sandbostel con il numero d'identificazione 192792 e  il grandissimo campo di concentramento di (Wietzendorf) insieme a circa tremila compagni di sventura , dal settembre del 1943 all'agosto del 1945. Stremati dalle sofferenze,dalla fame,dal freddo invernale,vedevo giorno dopo giorno morire molti miei compagni stroncati dalle malattie. Eravamo prigionieri senza diritti e senza la tutela della Croce Rossa Internazionale.
Che orrore! Ho passato momenti terribili! "Non so nemmeno io come ho fatto a salvarmi''.
Gli Internati Militari Italiani sia in guerra, sia nella prigionia che al ritorno in Patria certo non furono trattati bene.
Nei lager come prigionieri non potevamo avere nessun contatto con la popolazione tedesca.
Nei campi si poteva arrivare fino ad un certo punto, un limite contrassegnato, se si passava il limite stabilito la sentinella dalla torretta faceva fuoco per uccidere.
Un compagno per essersi esposto di poco fu ucciso immediatamente.
Nonostante le sofferenze nei campi di concentramento nazisti sia per il modo in cui ci trattavano, ma anche  per le temperature invernali dove dal tetto bucato entrava la neve, la pioggia e a basse temperature si formavano i ghiaccioli ''SI RESISTEVA''.
 In generale anche durante l'anno per  molti giorni si stava male per l'umidità.
Sia nel campo di concentramento di Wietzendorf, che quello di Sandbostel situati nella bassa Sassonia tra Amburgo e Hannover,

erano umidi e melmosi era faticoso tirare spesso il carro ''M'' Per trasportare e scaricare i liquami della fossa biologica.

*'' Di quanto  stava accadendo gli stessi nazisti affermavano di vedere uomini che si trascinavano come scheletri umani o segnati da edemi di fame,o che avevano perduto l'uso della  parola, istupiditi in conseguenza della prigionia *''
Nonostante tutto la massa dei soldati italiani disarmati, i prigionieri senz'armi ebbero la forza di resistere alle offerte e alle pressioni.
Il dramma degli IMI che vissero quel terribile inferno inizia con l'Armistizio dell'8 settembre 1943 con un esercito allo sbando nei vari campi di guerra perché implicava molte vittime.
I sopravvissuti e ancora in possesso delle proprie facoltà mentali e fisiche poterono narrare i fatti accaduti in prigionia.
I loro ricordi, le loro testimonianze sui campi dove sono stati, le sofferenze patite  sono testimonianze di inestimabile valore storico.
Dai racconti si evince una mancanza di sentimenti e di un accanimento e disprezzo per la vita da parte dei loro  aguzzini nazisti  indescrivibile.

Ogni tanto raccontavo ai miei figli quando ci siedevamo a tavola dopo pochi anni dalla fine della guerra mentre mangiavamo e loro dicevano che non gli piaceva quella pietanza, minestrina , fettina di carne.
Io li guardavo e dicevo loro che da mangiare:
poi non sempre ai tempi della prigionia, avevo solo bucce di patate e brodaglia di rape.

Dei trascorsi in guerra e della prigionia nei parlavo poco.
Ne parlavo poco anche con gli amici perché sembrava un argomento da non affrontare.
Un argomento che creava imbarazzo.
**''La ragion di stato affosso' la storia degl'I.M.I e la ignorava perfino la gente, i media, ancora oggi la scuola.
Eppure eravamo stati in 600.000 a dire ''NO''.
Furono d'altra parte ibernate ''nell'armadio della vergogna'' Cefalonia, le stragi dei civili e i crimini di guerra nostri e dei tedeschi in Italia e all'estero -quindi niente scuse agli I.MI. E alle vittime  e omertà sulle colpe per non doverle risarcire!
La maggior parte degli Internati militari italiani , gia' traumtizzati dai Lager e ora anche delusi, si ammutolirono anche in famiglia.
Ne gli italiani vollero sapere, ne i media, la grande editoria e i partiti vollero parlare e mettere in luce l'argomento I.M.I
Subito dopo la guerra era un momento particolare e la storia sugl'I.M.I.
 Non faceva notizia''**
Tanti mesi erano passati e dalle notizie di Radio Caterina speravamo che presto si arrivasse alla liberta' era l'anno 1944.
La fine dell' estate era sempre un dramma perché ci avvicinavamo al freddo invernale.
Ho passato momenti disperati, la fame,il freddo e le malattie non davano tregua.
Molti compagni non c'è la facevano e morivano di stenti.

In Bassa Sassonia era molto freddo e umido.
Nonostante cio'eravamo arrivati all'inizio del 1945.
Ero un po' malandato ,però riuscivo a recuperare.
Ormai eravamo arrivati ai primi di aprile il tempo era più mite e clemente.
Si parlava molto tra compagni. Pare ci fosse la sensazione che qualcosa di nuovo stesse per accadere.
Si sentivano gli aerei volare,erano aerei degli anglo-americani .
''Bombardavano''
     '' Mio Dio'' morire proprio adesso per mano amica!!!

Nel campo di Wietzendorf c'era molta frenesia. Era un susseguirsi di voci che affermavano che eravamo vicini alla liberazione.
Infatti poco dopo arrivò.
             
*L'ordine del giorno della Liberazione

Ufficiali, Sottufficiali, soldati italiani del campo di concentramento di Wietzendorf!
           
                SIAMO LIBERI

Le sofferenze di 19 mesi di un internamento peggiore di mille prigioniero, s ono finite.
Abbiamo resistito nel nome della Patria.
Siamo degni di ricostruire.
Ufficiali, Sottufficiali, soldati italiani!
Ricordiamo i morti, morti di stenti,ma fieri nelle facce sparite, sotto gli abiti a brandelli,con una fede inchiodata alta come una bandiera.
Salutiamo la Patria che risorge,che niente dobbiamo far risorgere.
Viva l'Italia!
Viva le nazioni alleate.
Il Comandante
Ten. Col. PIETRO TESTA.


Un giorno bellissimo che ricordo e' stato quello quando arrivarono a liberarci gli anglo-americani.
L'intezione dei tedeschi era quella che mentre battevano in ritirata volevano bruciare il campo di concentramento di Wietzendorf e uccidere tutti i prigionieri.
Gli alleati essendo venuti a conoscenza delle intenzioni tedesche intimarono loro di non farlo altrimenti avrebbero bombardato la sede del comando di Amburgo e Hannover.
L'ordine di distruggere il campo non venne eseguito e fummo salvi. Prima di essere completamente liberi passavamo ancora da un campo di concentramento all'altro
Dopo vari mesi di peregrinare . Eravamo partiti dai campi con i convogli ferroviari e strada facendo con camion e mezzi di fortuna.
Fui liberato per il rimpatrio il 19 agosto 1945 e avevo a disposizione 60 giorni di viaggio.
La precedenza per il rientro in Italia era data ai feriti e agli ammalati gravi.
Dopo molti giorni di viaggio ero stanco ma felice per il ritorno in Italia.

Ormai eravamo vicini all'Italia.

Io con i miei compagni sentimmo parlare non ancora un chiaro Italiano.
Qualcuno ''Si''parlava italiano altri in tedesco.
Al solo sentire l'accento tedesco mi venivano i brividi.
Si udirono delle voci concitate e qualcuno disse''Siamo in Italia ''
Scendemmo dai camion, dai vagoni ferroviari.
Ci portarono ai controlli medici e facemmo provviste.
Avevamo transitato a detta di molti compagni in Brennero per arrivare a Merano e a Bolzano.
Chiedo a Bolzano notizie di qualche amico che era arrivato in città con i convogli precedenti mi dissero che Giuseppe e Riccardo, amici con cui avevo condiviso quasi tutta la prigionia erano stati ricoverati, non c'è l'avevano fatta.
Erano  morti in uno degli ospedali della città

''Ero rimasto in silenzio, impietrito''

Nei giorni successivi si pensava di arrivare il più presto possibile a casa.
Dopo visite ospedaliere ed interrogatorio
Sì riparti con mezzi di fortuna.
 Eravamo arrivati in Italia
'*SALVI *
Dopo una lunga odissea, ero

''LIBERO LIBERO LIBERO ''
Era il 20 ottobre 1945.

DA UN RACCONTO DI MARIO CORRADETTI AI NIPOTI.

*Ricerca dedicata a mio padre Mario e a mia madre Vera.

Spero che i miei figli e i miei nipoti possano ampliare la ricerca e correggere un domani i miei eventuali errori.
Cav.Corradetti Rossano.

Bibliografia
*''Gerhard Schreiber dal libro''Stato Maggiore dell'Esercito (Ufficio Storico )
**''Alessandro Natta ''L'Altra Resistenza ''
***''Dai Seicentomila ''No'' Kaplan Torino.
''Stalag = campo d'internamento per sottUfficiali e truppa.
''Oflag = Campo per Ufficiali.
Documenti originali degli Archivi tedeschi. Berlino.
Fermo 20 marzo 2019

venerdì 6 novembre 2015

Musiche per films ,documentari,spots

Musiche per films,documentari. Musiche composte da Rossano Corradetti per le Edizioni Musicali Raicom 1) Oceano 2) Incontro 3) La via del Mare 4) Pensieri Selvaggi 5) Sole e Girasole 6) Il vecchio Mulino Musiche di Rossano Corradetti composte per le Edizioni Musicali Emergency di Pietro Colasanti 1) Feeling Love Cd 2) Immagini Colorate Cd 3) Andando Vedendo Cd 4) Girovagando Cd 5)La nostra storia Cd 6) Danza del Cielo Cd

mercoledì 4 novembre 2015

Proposta per l'istituzione del Bibliotecario al Conservatorio di Fermo.

Pesaro Conservatorio di musica "G. Rossini" Consiglio d'istituto. Li 5 febbraio 1986 ore 19 Il direttore ringrazia il Consiglio d'Istituto uscente. Inizio della discussione dell'ordine del giorno. Dopo un'ampia discussione sui problemi concernenti l'attivita' didattica Alla lettera C il Prof. Rossano Corradetti rappresentante di Fermo propone di chiedere al Ministero l'istituzione del Bibliotecario presso la sezione staccata di Fermo giacche' esiste una biblioteca,ceduta dal comune di Fermo (come risulta dall'art.3 della convenzione tra Comune di Fermo e Ministero della Pubblica Istruzione),ma inadeguata e non utilizzabile per la mancanza di tale servizio. Terminati i punti all'Ordine del giorno la seduta termina alle 22,30 Pesaro 5 febbraio 1986

"Altri Suoni"

Conservatorio Statale di Musica "G. Rossini"Pesaro Sezione Staccata di Fermo "Altri Suoni" La Magia dell'Arpa Celtica Seminario A Cura del prof. Rossano Corradetti Venerdi 30 Gennaio 1998 ore 15,30 Auditorium del Conservatorio

lunedì 2 novembre 2015

Inni Nazionali e Inno Europeo

Fermo 3 novembre 2015 Fiumi d'inchiostro sono stati scritti per gli'inni nazionali ed Europeo. Inni Repubblicani-Inni Monarchici. Gl'inni Monarchici hanno un andamento piu' lento e solenne. Gl'inni Repubblicani hanno un ritmo piu' battagliero e scattante dato dalla cellula ritmica (croma con il punto semicroma),composti sul campo di battaglia da poeti-soldato. Lotte culturali e ideologiche sono state innescate per la scelta della musica e delle parole. Queste per ricercare un adattamento piu'rispondente alle caratteristiche delle nazioni e per un maggior coinvolgimento del popolo nelle manifestazioni ufficiali e commemorative di carattere politico-sociale. L'uso dell'inno e' scaturito dalle scelte politiche di un particolare momento storico e funge da collante anche per unire il popolo. Pare che l'inno piu' antico sia quello Olandese nato intorno al 1570. Nella prima meta'del 700-1745,nasce quello inglese "God Save The King"(Qeen). La marsigliese inno Francese e' del 1792. L'inno tedesco del 1797. Da citare l'inno americano e russo. Molto belli sono quelli del Giappone e della Polonia. Trasferendoci lontani ho notato che l'inno piu' diffuso e conosciuto in Africa e' "Nkosi Sikelel'i Africa". Molti musicisti hanno rielaborato nelle loro composizioni gl'inni. Ad esempio Haendel ha usato l'inno inglese nel suo "Occasional Oratorio". L.V. Beethoven lo utilizza nelle " Variazioni sull'inno Inglese". Sempre Beethoven inseri ulteriormente gl'inni nella "vittoria di Wellington. Carl Maria von Weber in Jubel e nella cantata "Battagia e Vittoria scritta per celebrare la fine dell'impero napoleonico a Waterloo. Infine vorrei citare anche il nostro Nicolo' Paganini che scrisse una serie di Variazioni sull'inno inglese nel 1822. L'Inno Europeo L'inno ufficiale utilizzato dall'Europa e' tratto dalla 9a sinfonia in re minore (D minor)op.125 di L.v. Beethoven Su testo dell'Ode alla Gioia di Schiller. Per la 9a sinfonia e in special modo nella parte finale,alcuni critici musicali rilevano fattori estetici,religiosi,musicali,letterari,bibliografici oltre che naturalmente "Politici". L'Ode alla Gioia diventa un simbolo perche' i tedeschi vedono il loro compositore come un patriota,i francesi notano in questo capolavoro messaggi di fratellanza. In un secondo momento le valutazioni cambiano: i socialisti affermeranno che la musica Beethoveniana sia di stampo "Borghese". I nazisti arrivati al potere inaugurarono con la 9a sinfonia con Richard Strauss direttore il primo festival di Bayreuth e Hitlerla volle utilizzare per i suoi anniversari. Ridicola la tesi dei teorici del Reich che affermarono che il maestro era di "Pura razza ariana". E' sotto gli occhi di tutti che i tratti raffiguranti il compositore non si avvicinavano alla conformita' teorico-pratica di un uomo "Alto,dodicocefalo,biondo". Piu" tardi i teorici del Reich cambiarono tesi affermando che la musica di Beethoven era "Marcatamente nordica" Le note dell'Ode alla Gioia vengono riproposte ai giochi olimpici di Berlino nel 1936. Molti partiti politici e vari regimi hanno usato quelle note e perfino la Rhodesia l'ha adottato come inno. Ultimo impiego politico dell'Inno alla Gioia e' dell'Unione Europea che da vari anni lo utilizza ufficialmente senza testo nelle manifestazioni pubbliche piu' importanti. Rossano Corradetti N. B Si consiglia l'ascolto dei brani musicali con la relativa analisi ritmico-melodica-armonica

mercoledì 28 ottobre 2015

Conservatorio,per Corradetti pensione con lode

Corriere Adriatico-venerdi 4gennaio 2008 Di r.rt. FERMO- Il Conservatoriogli ha dedicato un momento speciale al Teatro dell'Aquila il giorno del concerto di apertura del nuovo anno accademico consegnandogli una targa ricordo per il grande lavoro svolto nell'attivita'pluridecennale in questo istituto fin dai suoi albori quando era ancora Liceo Musicale Con l'arrivo del 2008 Rossano Corradetti,professore di tromba,e' andato quindi in pensione. Si tratta di una "colonna storica" del conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo che lascia l'insegnamento per limiti di eta'ma la sua attivita' musicale e' ancora nel pieno della produzione artistica. Infatti il professor Corradetti(tra l'altro conferenziere,direttore del Premio Giordaniello e compositore di musica) sta ottenendo grandi soddisfazioni dall'altra sua attivita',quella di composizioni di colonne sonore per radio e televisione(note ormai le sue collaborazioni con Domenica in con Baudo,oppure l'Altra domenica con Arbore,o il barattolo di Frizzi). Inoltre e' ormai imminente l'uscita di un suo nuovo cd. Insomma un musicista fermano che molto si e'speso per il Conservatorio di Fermo e che restera'per sempre patrimonio artistico di questa citta'. Naturalmente al professore ora mancano i suoi ragazzi, "quello con il Conservatorio di Fermo- dice-e' un amore fondamentale per me". Il tributo che gli e' stato concesso alla sala della Rollina del Teatro dell'Aquila e' stato un graditissimo importante riconoscimento a tanti anni di lavoro e di devozione per questa istituzione di particolare prestigio. r.rt Corriere Adriatico venerdi 4 gennaio 2008

martedì 27 ottobre 2015

Il Paesaggio Sonoro al Conservatorio

Conservatorio di Musica "G. B. Pergolesi" Fermo Il Pesaggio sonoro Acustica e Psicoacustica Musicale. M. Rossano Corradetti G.B. Pergolesi Dott. Marco Coppelli I.T.I Fermo Giovedi 19 maggio ore 17 - 2005 Cappellina del Conservatorio

Musica sacra a Torre di Palme-Fermo

Corriere Adriatico giovedi 3 marzo 2005 Anche De Sica alla rassegna Fermo-Presentata la rassegnadi musica sacra che si svolgera' dal 12 marzo al primo aprile a Torre di Palme. Il club Midlands,di cui sono presidenti onorari monsignor Cleto Bellucci e Mario Clementoni mentre Ortenzi e' presidente in carica,e' l'organizzatore della manifestazione dedicata a Flavio e Arturo Clementoni. S'inizia 11 marzo alle 17,30 al centro congressi San Martino: avra' luogo un concorso per compositori di musica sacra premio "Giordaniello". Giordaniello era nato a Napoli nel 1751 ed e' morto a Fermo nel 1798 dopo avervi vissuto gran parte della vita. La direzione artistica del premio compositori di musica sacra "Giordaniello"e' stata affidata al maestro fermano Rossano Corradetti in virtu' della sua esperienza e competenza. E' una manifestazione internazionale che da lustro alla citta". Basti dire che la giuria e' composta da musicisti di chiara fama di diverse etnie e fedi religiose che dovranno giudicare opere di diversi generi ma certamente rispettose della normativa della chiesa cattolica. Ci saranno in concorso salmi,inni ma anche brani d' ispirazione piu' libera aperta anche a composizioni musicali relative ad altre fedi religiose. Sara' un grande evento per Fermo perche' si e'assicurato che lo spettatore-l'ingresso e' sempre gratuito-sara' interessato dalla novita' e dalla qualita'. Basti dire che l'undici di marzo il prof. Corradetti insieme agli altri componenti della giuria,ha invitato Manuel De Sica per tributargli un premio alla carriera. Il figlio del celebre Vittorio ricambiera' con un concerto dal titolo "Dai film di papa'

Societa' Dante Alighieri di Fermo

Poesia e Musica in Santa Monica A cura di Vittorio Girotti e Rossano Corradetti Oratorio di Santa Monica- Chiesa Sant'Agostino- Agosto 2001 Martedi 7 Agosto Serata Leopardiana ore 21 Sabato 11 Agosto serata Dannunziana ore 21 Ingresso libero

Giornata della Memoria

Comune di Porto San Giorgio e Societa' Operaia di Mutuo Soccorso di Porto San Giorgio Teatro Comunale "Giornata della Memoria" Letture di Piergiorgio Cini e Milena Pantaloni Coordinamento musicale a cura di Rossano Corradett Conduce Milena Pantaloni Venerdi 27 gennaio 2006 Ingresso libero

Premio I 50 anni della Rai TV e le Marche

Roma Giovedi 22 gennaio 2004 Corriere Adriatico spettacoli. Di Laura Moro Festa al Gilda tutta marchigiana Roma-I marchigiani e la televisione. Quanti volti,quanti nomi,quante trasmissioni! Sullo schermo e dietro le quinte. Tutti protagonisti di questa avventura,siglata da cinquanta candeline. A soffiarle ieri al Gilda di Roma,tanti marchigiani,personaggi del piccolo schermo,operanti,operanti nei vari settori,tecnici,dirigenziali,giornalistici,artistici. Una festa voluta dal Cesma,Centro Studi Marche "Giuseppe Giunchi", presieduto da rosanna Vaudetti e diretto da Pina Gentili. "Sono tanti i marchigiani che hanno fatto grande la TV e che hanno segnato i 50 anni della sua storia: Questa sera li vogliamo ricordare idealmente tutti,quelli autoctoni e quelli le cui radici affondano nella nostra terra. Intanto,vogliamo offrire un segno tangibile a tanti nostri amici con un premio. Ed eccoli i premiati,emozionati e sorridenti

Margherita Hack e la Musica

Rossano Corradetti Via Antonio Perpenti 16 63023 Fermo Trieste 1/9/2004 Gentilissimo Maestro Corradetti,la ringrazio di cuore per la bella composizione che ha voluto dedicarmi Con i piu' cordiali saluti Margherita Hack N.B. Cd con brani musicali per filmati dedicati all'Universo.